Discussion:
aiuto client linux x scuola
(too old to reply)
Marco Ciampa
2009-12-10 11:42:34 UTC
Permalink
Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
cimentano con l'uso di Linux nei laboratori scolastici (non ultima la
mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è in realtà un grido di
allarme e una richiesta di aiuto insieme che raccolgo volentieri.
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...

Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]

Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.

per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
abbiamo un sistema Linux che ospita sia Samba come server di reti CIFS
che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].

Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"

Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).

L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.

Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
Direi che sarebbe auspicabile che l'intervento non fosse solo
"un colpo e via" ma che lasciasse qualche know-how ai tecnici...

Per la/le serata/e servono:

- 3 computer (1 "server" e 2 "client") da poter "ranzare" con una
versione di ubuntu aggiornata.
- un "posto" con connessione a Internet decente
- un proiettore

Forse i computer li posso procurare io il resto non so.

La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
limitarsi all'aiuto dei singoli altrimenti diventa indistinguibile dall'azione
del singolo appunto e non dell'associazione.


Note:

1) Mi sembra di capire che non c'è rigidità riguardo
alla versione del sistema Linux da usare, per cui se si volesse passare a Ubuntu,
per uniformità, non ci sarebbero problemi di sorta.

2) l'installazione del sistema l'ha fatta il buon Guido Brugnara oramai tanto
tempo fa e, visto che funziona, nessuno l'ha mai toccata, tant'è che ora sarebbe
da aggiornare ma questa è un'altra storia. Prima o poi la rifaremo, magari
ri-chiamando il buon Guido ma stavolta, col senno di poi, rifiutandoci di
fargliela installare a lui ma obbligatoriamente facendola fare a noi,
sotto la sua guida paternale :-)

3) il buon Guido ci aveva fatto vedere una versione di ubuntu customizzata per
effettuare l'accesso come Windows ma, senza passaggio di informazioni, al primo
aggiornamento il sistema si è auto-azzerato e così è stato un'altro motivo per
_non_ usare Linux al Galilei...


Avanti coi Flame! ;-)
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Marco Ciampa

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Marco Ciampa
2009-12-10 12:03:03 UTC
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Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
cimentano con l'uso di Linux nei laboratori scolastici (non ultima la
mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è in realtà un grido di
allarme e una richiesta di aiuto insieme che raccolgo volentieri.
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...

Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]

Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.

per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
abbiamo un sistema Linux che ospita sia Samba come server di reti CIFS
che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].

Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"

Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).

L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.

Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
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- 3 computer (1 "server" e 2 "client") da poter "ranzare" con una
versione di ubuntu aggiornata.
- un "posto" con connessione a Internet decente
- un proiettore

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Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
limitarsi all'aiuto dei singoli altrimenti diventa indistinguibile dall'azione
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Note:

1) Mi sembra di capire che non c'è rigidità riguardo
alla versione del sistema Linux da usare, per cui se si volesse passare a Ubuntu,
per uniformità, non ci sarebbero problemi di sorta.

2) l'installazione del sistema l'ha fatta il buon Guido Brugnara oramai tanto
tempo fa e, visto che funziona, nessuno l'ha mai toccata, tant'è che ora sarebbe
da aggiornare ma questa è un'altra storia. Prima o poi la rifaremo, magari
ri-chiamando il buon Guido ma stavolta, col senno di poi, rifiutandoci di
fargliela installare a lui ma obbligatoriamente facendola fare a noi,
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3) il buon Guido ci aveva fatto vedere una versione di ubuntu customizzata per
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Marco Ciampa
2009-12-10 12:10:15 UTC
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Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
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ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.

per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
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che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].

Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"

Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
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"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).

L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.

Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
Direi che sarebbe auspicabile che l'intervento non fosse solo
"un colpo e via" ma che lasciasse qualche know-how ai tecnici...

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versione di ubuntu aggiornata.
- un "posto" con connessione a Internet decente
- un proiettore

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La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
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Note:

1) Mi sembra di capire che non c'è rigidità riguardo
alla versione del sistema Linux da usare, per cui se si volesse passare a Ubuntu,
per uniformità, non ci sarebbero problemi di sorta.

2) l'installazione del sistema l'ha fatta il buon Guido Brugnara oramai tanto
tempo fa e, visto che funziona, nessuno l'ha mai toccata, tant'è che ora sarebbe
da aggiornare ma questa è un'altra storia. Prima o poi la rifaremo, magari
ri-chiamando il buon Guido ma stavolta, col senno di poi, rifiutandoci di
fargliela installare a lui ma obbligatoriamente facendola fare a noi,
sotto la sua guida paternale :-)

3) il buon Guido ci aveva fatto vedere una versione di ubuntu customizzata per
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Giuseppe Briotti
2009-12-10 12:14:04 UTC
Permalink
Togli il bicchiere dalla tastiera!!!
Marco Ciampa
2009-12-10 14:35:33 UTC
Permalink
Post by Giuseppe Briotti
Togli il bicchiere dalla tastiera!!!
;-) nono stavo sciapotando con la mail in uscita...
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Marco Ciampa

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g***@public.gmane.org
2009-12-10 12:54:38 UTC
Permalink
Carissimo Marco,
rispondo a questa tua missiva visto che mi tiri in ballo per
assicurare che la nostra cooperativa (e non sia certamente i soli a
poterlo fare) è in grado di supportare qualunque scuola trentina
nell'utilizzo di Linux sia client che server, così come avevamo fatto a
suo tempo al Galilei.

Dalla tua mail sembra però che allora non abbiamo fatto il lavoro come
richiesto e questo mi dispiace ed è per questo che ti chiedo
cortesemente di assicurare chi legge questa mail-list che allora è stato
fatto ciò che era stato richiesto, con collaudo finale positivo.
Purtroppo a quella prima ed iniziale attività a forfait e finalizzata
alla sola installazione (il budget era molto limitato) non è seguito
alcun successivo rapporto per la manutenzione ma nemmeno un piccolissimo
budget per la consulenza.
Ricordo benissimo che un po' di tempo dopo mi avevi chiesto maggiori
dettagli su come era stato configurato il sistema lato client perché
dopo un aggiornamento da te fatto il sistema non funzionava più. Allora
ti avevo indicato dove guardare e che se avevi difficoltà potevi fare
anche semplicemente un DIFF sui file di configurazione del servizio
"pam" o quelli dell'autenticazione LDAP e, se ciò non bastava potevo
mandare alla scuola il tecnico che aveva allora svolto il lavoro (ti
ricordi Tarcisio? ora è anche lui socio della cooperativa).
Ovviamente le persone per essere coinvolte vanno remunerate, non trovi?
Forse tu ed io di tanto in tanto siamo disposti a lavorare "per la
causa" ma non tutti sono disposti a farlo.

Ho avuto modo di parlare con la scuola che citi e da quel che ho capito
e' l'ennesima situazione capitata anche altre volte, come detto da
qualcuno in passato in questa stessa mail-list, in cui viene da qualcuno
proposta un'aula attrezzata senza mettere in conto la necessaria
manutenzione della stessa, anche fosse solo in forma di
consulenza/formazione ai tecnici di laboratorio, che non è certo
possibile esaudire con qualche incontro, che invece sono più che
sufficienti per una installazione di server e un paio di client di esempio.

La nostra cooperativa organizza corsi su Linux e sul software libero,
anche con il contributo FSE, ma c'è bisogno di tempo per organizzarli.
Sapendo quali sono le esigenze possiamo presentare un progetto di corso
in tal senso se abbiamo riscontro di un numero sufficiente di scuole che
possono aderire, così come abbiamo fatto quest'anno per altri corsi,
sempre rivolti alle scuole, che hanno avuto un discreto successo.

cordiali saluti
Guido Brugnata
Post by Marco Ciampa
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mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è in realtà un grido di
allarme e una richiesta di aiuto insieme che raccolgo volentieri.
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.
per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
abbiamo un sistema Linux che ospita sia Samba come server di reti CIFS
che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.
Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
Direi che sarebbe auspicabile che l'intervento non fosse solo
"un colpo e via" ma che lasciasse qualche know-how ai tecnici...
- 3 computer (1 "server" e 2 "client") da poter "ranzare" con una
versione di ubuntu aggiornata.
- un "posto" con connessione a Internet decente
- un proiettore
Forse i computer li posso procurare io il resto non so.
La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
limitarsi all'aiuto dei singoli altrimenti diventa indistinguibile dall'azione
del singolo appunto e non dell'associazione.
1) Mi sembra di capire che non c'è rigidità riguardo
alla versione del sistema Linux da usare, per cui se si volesse passare a Ubuntu,
per uniformità, non ci sarebbero problemi di sorta.
2) l'installazione del sistema l'ha fatta il buon Guido Brugnara oramai tanto
tempo fa e, visto che funziona, nessuno l'ha mai toccata, tant'è che ora sarebbe
da aggiornare ma questa è un'altra storia. Prima o poi la rifaremo, magari
ri-chiamando il buon Guido ma stavolta, col senno di poi, rifiutandoci di
fargliela installare a lui ma obbligatoriamente facendola fare a noi,
sotto la sua guida paternale :-)
3) il buon Guido ci aveva fatto vedere una versione di ubuntu customizzata per
effettuare l'accesso come Windows ma, senza passaggio di informazioni, al primo
aggiornamento il sistema si è auto-azzerato e così è stato un'altro motivo per
_non_ usare Linux al Galilei...
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Marco Ciampa
2009-12-10 14:37:44 UTC
Permalink
Post by g***@public.gmane.org
Carissimo Marco,
rispondo a questa tua missiva visto che mi tiri in ballo per
assicurare che la nostra cooperativa (e non sia certamente i soli a
poterlo fare) è in grado di supportare qualunque scuola trentina
nell'utilizzo di Linux sia client che server, così come avevamo
fatto a suo tempo al Galilei.
Ottimo!

...

Guarda che ho detto sostanzialmente quello che dici tu ma non bene come te ;-)
Post by g***@public.gmane.org
Post by Marco Ciampa
Avanti coi Flame! ;-)
CVD... :-)
--
Marco Ciampa

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Giuliano Natali
2009-12-10 15:25:09 UTC
Permalink
Post by Marco Ciampa
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
.......... no comment.......
Post by Marco Ciampa
Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.
indi per cui.....
Post by Marco Ciampa
per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
abbiamo un sistema Linux che ospita sia Samba come server di reti CIFS
che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].
ok
Post by Marco Ciampa
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
si può fare... si può fare
Post by Marco Ciampa
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
si anche noi abbiamo questa abitudine un pò retro....
Post by Marco Ciampa
L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.
hmmmmmmm, e qui il tecnico avrebbe risolto tutti i suoi problemi?
Post by Marco Ciampa
Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
Potrebbe?????
Scusa la franchezza: stavi scrivendo una lettera a babbo Natale o ?????
:-)
Post by Marco Ciampa
- 3 computer (1 "server" e 2 "client") da poter "ranzare" con una
versione di ubuntu aggiornata.
- un "posto" con connessione a Internet decente
- un proiettore
Forse i computer li posso procurare io il resto non so.
OK
Post by Marco Ciampa
La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
limitarsi all'aiuto dei singoli altrimenti diventa indistinguibile dall'azione
del singolo appunto e non dell'associazione.
appunto
Post by Marco Ciampa
Avanti coi Flame! ;-)
Grazie, giaà fatto.

Io ci sono....

Diaolin
--
a che ve servirài tuti 'sti argàgni
se pò, séo come ragni
presoneri de na tela

el nono del Corado
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marco cassisa
2009-12-10 20:46:30 UTC
Permalink
Hola
Post by Marco Ciampa
Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
anche qui da me, a Riva
Post by Marco Ciampa
cimentano con l'uso di Linux nei laboratori scolastici (non ultima la
mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è in realtà un grido di
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
Post by Marco Ciampa
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
da noi ubuntu
Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
Post by Marco Ciampa
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.
facciamo metà di questo, cioè l'autenticazione la fa l'Active Directory di
Windows (grazie a una ditta esterna che di solito ci fa assistenza per
windows).
per la questione dell'automount io ci son riuscito usando pam_mount (mi pare
su consiglio di diaolin).
ho passato la procedura all'assistente tecnico di laboratorio informatico,
ma non ha ancora fatto nulla (da giugno ad oggi...)
Post by Marco Ciampa
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
mi pare bello
Post by Marco Ciampa
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
credo che anche la mia scuola possa considerare di aderire e suddividere i
costi
Post by Marco Ciampa
L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà magicamente in Windows e buonanotte.
da noi l'assistente tecnico di laboratorio suggerisce a tutti gli utente di
premere velocemente "freccia giù" plurime volte all'avvio del sistema fin
quando non compare "Windows XP"
e se proprio non è costretta non dice a nessuno che finché non decide di
modificare la configurazione del sistema (un paio di righe) bisogna
aggiungere "liceo\" al nome utente.
che dire? ci sono i problemi tecnici e le resistenze umane...
Post by Marco Ciampa
La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Io direi anche che serve anche qualcosa d'altro: qualche simpatico politico
e dirigente della nostra simpatica provincia dovrebbe porsi il problema di
affrontare insieme alle scuole i problemi che i vari istituti affrontano,
che spesso sono analoghi e che, pur con tutto il rispetto per la
"biodiversità", potrebbero avere soluzioni analoghe, studiate una volta con
un solo costo per il contribuente (la situazione attuale è sostanzialmente
"tanti istituti, tanti affanni, tante soluzioni (ciascuna pagate o con
denaro contante o con tempo-lavoro del dipendente, quindi con denaro del
cittadino, di nuovo). a parte il fatto che agli assistenti di laboratorio
informatico non viene di fatto richiesta alcuna conoscenza informatica e
insistono a non modificare il mansionario e il profilo professionale di
questa figura, sicché se si trova qualcuno di volonteroso (e pure bravo) è
solo questione di fortuna incredibile....

so che qui in lista leggono docenti e tecnici delle scuole trentine. che ne
direste di creare un qualcosa di organico e sistematico per mettere insieme
le nostre soluzioni e i nostri problemi informatici? dico qualcosa che abbia
anche una "copertura" istituzionale. se fosse vero come mi è stato detto che
l'assessore dalmaso ha deciso di supportare istituzionalmente la lavagna
multimediale open-source e low-cost, ciò potrebbe essere un motivo in più
per unire le forze...
che ne dite?

salute a tutti
Giuliano Natali
2009-12-10 20:59:05 UTC
Permalink
Post by marco cassisa
Io direi anche che serve anche qualcosa d'altro: qualche simpatico politico
e dirigente della nostra simpatica provincia dovrebbe porsi il problema di
affrontare insieme alle scuole i problemi che i vari istituti affrontano,
che spesso sono analoghi e che, pur con tutto il rispetto per la
"biodiversità", potrebbero avere soluzioni analoghe, studiate una volta con
un solo costo per il contribuente (la situazione attuale è sostanzialmente
"tanti istituti, tanti affanni, tante soluzioni (ciascuna pagate o con
denaro contante o con tempo-lavoro del dipendente, quindi con denaro del
cittadino, di nuovo). a parte il fatto che agli assistenti di laboratorio
informatico non viene di fatto richiesta alcuna conoscenza informatica e
insistono a non modificare il mansionario e il profilo professionale di
questa figura, sicché se si trova qualcuno di volonteroso (e pure bravo) è
solo questione di fortuna incredibile....
Ok, in questo frangente ci vuole assolutamente l'Alleluja di Haendel:



Grazie...
Diaolin
--
a che ve servirài tuti 'sti argàgni
se pò, séo come ragni
presoneri de na tela

el nono del Corado
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marco cassisa
2009-12-10 23:05:26 UTC
Permalink
Post by Giuliano Natali
Post by marco cassisa
questa figura, sicché se si trova qualcuno di volonteroso (e pure bravo)
è
Post by marco cassisa
solo questione di fortuna incredibile....
http://youtu.be/MUei6el6NJU
non son d'accordo, trattandosi di eccezione:

Post by Giuliano Natali
Grazie...
Diaolin
grazie per l'hallelujah?

...o per i cachi?

mc
Post by Giuliano Natali
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presoneri de na tela
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Giuliano Natali
2009-12-11 07:08:11 UTC
Permalink
Post by marco cassisa
Post by Giuliano Natali
http://youtu.be/MUei6el6NJU
http://youtu.be/qhkKRsKqWKU
Ripeto, l'Alleluja!!!!
Quello è speranza, il tuo "la terra dei cachi" è...
fatalismo e rassegnazione.

Rimango nella speranza

Diaolin
--
a che ve servirài tuti 'sti argàgni
se pò, séo come ragni
presoneri de na tela

el nono del Corado
--
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Roberto Resoli
2009-12-11 09:08:15 UTC
Permalink
Il 10 dicembre 2009 21.46, marco cassisa <marco.cassisa-***@public.gmane.org> ha scritto:
...
Post by Marco Ciampa
Post by Marco Ciampa
Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.
facciamo metà di questo, cioè l'autenticazione la fa l'Active Directory di
Windows (grazie a una ditta esterna che di solito ci fa assistenza per
windows).
per la questione dell'automount io ci son riuscito usando pam_mount (mi pare
su consiglio di diaolin).
Ecco da noi si vorrebbe un'approccio diverso, uniforme tra client
windows e linux,
cioè script di logon, residenti sui server.
Post by Marco Ciampa
ho passato la procedura all'assistente tecnico di laboratorio informatico,
ma non ha ancora fatto nulla (da giugno ad oggi...)
...
Post by Marco Ciampa
Post by Marco Ciampa
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_  per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più  organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
credo che anche la mia scuola possa considerare di aderire e suddividere i
costi
Così credo si potrebbe fare tra i comuni interessati, posto che le
prerequisiti siano
uniformi.
Post by Marco Ciampa
Post by Marco Ciampa
L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che,  se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà  magicamente in Windows e buonanotte.
da noi l'assistente tecnico di laboratorio suggerisce a tutti gli utente di
premere velocemente "freccia giù" plurime volte all'avvio del sistema fin
quando non compare "Windows XP"
e se proprio non è costretta non dice a nessuno che finché non decide di
modificare la configurazione del sistema (un paio di righe) bisogna
aggiungere "liceo\" al nome utente.
che dire? ci sono i problemi tecnici e le resistenze umane...
I Problemi non sono mai tecnici. Quelli si risolvono quasi sempre.

Se fossi in te mi chiederei il motivo per cui si è arrivati a questo;
probabilmente
l'assistente tecnico di laboratorio ha i suoi ottimi motivi.
Post by Marco Ciampa
Post by Marco Ciampa
La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Io direi anche che serve anche qualcosa d'altro: qualche simpatico politico
e dirigente della nostra simpatica provincia dovrebbe porsi il problema di
affrontare insieme alle scuole i problemi che i vari istituti affrontano,
che spesso sono analoghi e che, pur con tutto il rispetto per la
"biodiversità", potrebbero avere soluzioni analoghe, studiate una volta con
un solo costo per il contribuente (la situazione attuale è sostanzialmente
"tanti istituti, tanti affanni, tante soluzioni (ciascuna pagate o con
denaro contante o con tempo-lavoro del dipendente, quindi con denaro del
cittadino, di nuovo). a parte il fatto che agli assistenti di laboratorio
informatico non viene di fatto richiesta alcuna conoscenza informatica e
insistono a non modificare il mansionario e il profilo professionale di
questa figura, sicché se si trova qualcuno di volonteroso (e pure bravo) è
solo questione di fortuna incredibile....
so che qui in lista leggono docenti e tecnici delle scuole trentine. che ne
direste di creare un qualcosa di organico e sistematico per mettere insieme
le nostre soluzioni e i nostri problemi informatici? dico qualcosa che abbia
anche una "copertura" istituzionale. se fosse vero come mi è stato detto che
l'assessore dalmaso ha deciso di supportare istituzionalmente la lavagna
multimediale open-source e low-cost, ciò potrebbe essere un motivo in più
per unire le forze...
che ne dite?
Non posso che cantare anch'io Alleluia ...
Post by Marco Ciampa
salute a tutti
a te,
ciao,
rob
Marco Agostini
2009-12-11 09:18:39 UTC
Permalink
Post by Marco Ciampa
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
+1
Post by Marco Ciampa
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_ per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
+1
Roberto Resoli
2009-12-11 08:52:23 UTC
Permalink
Una premessa, Marco: a cosa fai riferimento con [1] [3] (il [2] non
l'ho trovato) ?
sono collegamenti agli 1) 2) 3) più sotto?
Post by Marco Ciampa
Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
cimentano con l'uso di Linux nei laboratori scolastici (non ultima la
mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è  in realtà un grido di
allarme e una richiesta di aiuto insieme che raccolgo  volentieri.
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
come Diaolin sono perplesso anch'io su questa scelta, ma avrete avuto ottimi
motivi ( uso gentoo da diversi anni, ma lo eviterei come la peste fuori dalla
macchina casalinga )
Post by Marco Ciampa
Il problema sentito è che si vorrebbe fare in modo che le macchine
client Linux si possano loggare con le stesse credenziali (ergo tramite
ldap) condividendo gli stessi dati (ergo montando/smontando al volo la
cartella "home" tramite qualche script tipo smbldap-tools o ldapscripts.
"home" come esempio, ma potrebbero essere desiderabili n altre share,
in dipendenza dall'utente/gruppo (intendo utente gruppo AD) di login

Credo che questa sia un'esigenza chiave in moltissime realtà, sicuramente
lo è qui da noi.
Post by Marco Ciampa
per esempio riporto l'esperienza, analoga, del Liceo Galilei. Qui
abbiamo un sistema Linux che ospita sia Samba come server di reti CIFS
che slapd come server ldap. L'insieme viene visto dai client windows
(quasi) come fosse un server di dominio Windows[1] ma i client linux
non sono collegati al sistema[3].
assumendo che il [3] rimandi a 3), mi sembra una spiegazione insufficiente.
Diciamo che non vi interessava/non era importante all'epoca collegare
quelle macchine al dominio Windows.
Post by Marco Ciampa
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
+1
Post by Marco Ciampa
Premetto che, siccome so che la gente ha la butta abitudine di voler
mangiare tutti i giorni, sto cercando di organizzare un corso di
aggiornamento _pagato_  per chi volesse spiegare la cosa a noi tecnici
"mortali" in maniera un po' più  organica che tramite una o due serate
del LinuxTrent (che comunque ci stanno bene).
+1
Post by Marco Ciampa
L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza
dato che,  se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si
trasformerà  magicamente in Windows e buonanotte.
Per eseguire fattivamente "l'aggiustamento" la scuola in questione è
disposta anche a pagare (non molto) in modo da poter lavorare per la
restante parte dell'anno scolastico, per cui, la manutenzione
potrebbe essere fatta anche a pagamento, vista l'urgenza.
Direi che sarebbe auspicabile che l'intervento non fosse solo
"un colpo e via" ma che lasciasse qualche know-how ai tecnici...
 - 3 computer (1 "server" e 2 "client") da poter "ranzare" con una
  versione di ubuntu aggiornata.
 - un "posto" con connessione a Internet decente
 - un proiettore
Forse i computer li posso procurare io il resto non so.
Credo che possiamo vedere noi per la sala.
Post by Marco Ciampa
La morale della favola è che se si vuole spingere l'adozione del SL in
Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.
Va da sè, qualunque soluzione adotti deve permetterti di fronteggiare
l'imprevisto, se non lo puoi/sai fare tu da solo chiedi all'esterno.
Magari chiedi
anche di fornirti gli strumenti per fare da solo la volta successiva,
e il bello del
sw libero è che di solito questo è sempre possibile.
Anche se non è detto che tutti possano/vogliano fare da soli.
Post by Marco Ciampa
Il LinuxTrent _non_ è una ditta che fa assistenza ma credo che non debba
limitarsi all'aiuto dei singoli altrimenti diventa indistinguibile dall'azione
del singolo appunto e non dell'associazione.
Credo che le cose stiano su piani diversi; il LT diffonde conoscenza
di valore generale, non soluzioni chiavi in mano.
Esempio:
a) serata del LT per capire quali sono gli elementi in gioco nell'
inserire un client Linux in un dominio AD generico.
Immagino che ci siano n soluzioni possibili, la serata dovrebbe
chiarire pregi e difetti dei vari approcci.

b) Marco Ciampa tra gli n approcci sceglie quello che gli piace di
più, e poi decide se perseguirlo con sue forze, oppure rivolgersi al
mercato .

Mi pare che le due cose stiano assieme benone.

ciao,
rob
Alberto
2009-12-11 09:47:19 UTC
Permalink
Post by Marco Ciampa
Siccome io non conosco né PAM né LDAP mi piacerebbe _molto_ se qualcuno
organizzasse una (o più) serata sull'argomento con tanto di esempi "live"
+1
+1
Alberto
--
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Marco Ciampa
2009-12-11 10:18:51 UTC
Permalink
Post by Roberto Resoli
Una premessa, Marco: a cosa fai riferimento con [1] [3] (il [2] non
l'ho trovato) ?
sono collegamenti agli 1) 2) 3) più sotto?
Post by Marco Ciampa
Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
cimentano con l'uso di Linux nei laboratori scolastici (non ultima la
mia - che ne pensi MarioB?). Questa mail è  in realtà un grido di
allarme e una richiesta di aiuto insieme che raccolgo  volentieri.
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
come Diaolin sono perplesso anch'io su questa scelta, ma avrete avuto ottimi
motivi ( uso gentoo da diversi anni, ma lo eviterei come la peste fuori dalla
macchina casalinga )
Faccio una precisazione, altrimenti non si capisce...

Il tecnico che ora ha in mano la scuola _non_ è quello che ha imbastito il
laboratorio. Lui se l'è trovato così com'è e deve farci i conti. Gia al LinuxTrent
aveva esposto il problema (a me di sicuro) e, nel caos dovuto alla manifestazione,
del problema, francamente, me ne ero un po' dimenticato...

Il problema del precariato del personale tecnico e del "turn over" di questo
in costante pellegrinaggio da una scuola all'altra ha portato questo e molti altri
scompensi...

Come sempre la comunicazione è _fondamentale_ ed è per questo che ho scritto
subito dopo la sua allarmata telefonata...

Il caso del Galilei è diverso e, non urgente e risolvibile i diversi modi. Io,
come molti, non sono un mago della comunicazione (e neanche dell'organizzazione)
e, umilmente chiedo (anche scusa).

Per esempio, prima di chiedere un'intervento su un paio di tecnologie che non
conosco, sarebbe stata mia intenzione documentarmi, facendo qualche esperimento,
in modo da poter fare domando un po' più intelligenti delle mie solite :-)
Ma l'urgente ha sempre avuto la meglio sull'importante, almeno dalle mie parti,
per vari motivi che non sto a tediarvi elencandoli...quindi, e qui lo chiarisco
una volta per tutte: L'UNICO RESPONSABILE DELLA SITUAZIONE DEL GALILEI SONO IO.
Quindi non intendo farne una colpa a nessuno oltre che a me stesso, sono stato
sufficientemente chiaro? Passiamo oltre a come si può rimediare.
Io credo che ci sia spazio per molti tipi diversi di intervento.

1) intervento di tipo sistemistico di assistenza
2) interventi di tipo di formazione / aggiornamento
3) intervento "culturale"

Solo il terzo se ne potrebbe / dovrebbe curale il LinuxTrent. I primi due no.

Io solo faccio notare che ci sono molti modi di fare interventi di tipo
sistemistico per un professionista e sostanzialmente li divido in due famiglie:

1) risolvo il problema e me ne vado
2) risolvo il problema insieme con il cliente, individuando chi, fra il personale
del cliente, possiede le capacità e la voglia di apprendere. Meglio se
l'intervento, o parte di esso, lo faccio eseguire direttamente dal personale
del cliente, in modo da essere sicuro di non dovere essere richiamato per lo
stesso identico motivo, anche poco dopo il primo intervento

Il secondo approccio, IMHO anche se a prima vista non troppo conveniente
per il professionista, ha il notevole vantaggio che tende a creare una
serie di benefici a catena, non di immediata comprensione ai più. Si
crea infatti un rapporto di fiducia tra cliente e professionista, che
porta il cliente a invogliarlo a richiedere volentieri altri servizi
che alla lunga portano a ripagare delle energie investite (o a
consigliare lo stesso professionista ad altre realtà che porta spesso
allo stesso risultato). Il secondo approccio viene ancora più
apprezzato se, effettuato il lavoro, il professionista ha la presenza di
spirito di informarsi ogni tanto della buona riuscita del lavoro svolto
e della soddisfazione del cliente. Spesso i nuovi lavori nascono proprio
da queste "chiacchierate informali" e sta IMHO nell'intelligenza sociale
del professionista a capire quanto queste "cavolate" pesino in realtà
sul lavoro futuro di esso.

Il professionista che dice, con sorpresa quasi rancorosa: " ma non mi
hai mai detto niente del tuo problema " ha senz'altro ragione ma
dimostra di non capire molto del funzionamento della testa della gente
comune (e io mi metto senz'altro dentro quest'ultima categoria di
persone)

Ok adesso FLAME! scherzo, stavo pulendo la tastiera e mi è partito un flame...

:-)
--
Marco Ciampa

+--------------------+
| Linux User #78271 |
| FSFE fellow #364 |
+--------------------+
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2009-12-12 07:40:52 UTC
Permalink
Forse si o forse no ti stai rivolgendo al sottoscritto ... ma non ha
importanza se può essere il modo per attivare un processo virtuoso.

La mia cooperativa ha proposto ad alcune scuole trentine, credo anche la
tua, di costituire un gruppo di lavoro con il quale individuare e
sperimentare a tutto campo in tema di Software Libero.

Grazie alla collaborazione con alcune di queste sono stati approvati e
quindi finanziati con i fondi FSE alcuni corsi sul Software Libero che
si terranno l'anno prossimo.

Spero ti renderai conto che una cooperativa di lavoro vive del proprio
lavoro e pertanto se si investe in un progetto congiunto che si spera
ovviamente dia dei frutti direttamente usufruibili alle scuole che vi
partecipano, possa successivamente esportare le proprie competenze verso
altre scuole che potranno remunerane la cooperativa sotto forma di corsi
di formazione, consulenza, assistenza, supporto.

Gli spazi di collaborazione posso essere vari e reciprocamente utili e
credo anche che vi sia spazio per delle collaborazioni, con l'obbiettivo
di trarne reciproco vantaggio (intendo la collettività da una parte e
chi lavora dall'altra).

Per fare un esempio concreto sul tema possiamo anche progettare un corso
specifico per i tecnici di laboratorio che possa formare gli stessi
mettendoli in grado di configurare un'aula con server linux e client
misti linux/windows, ma c'è bisogno di raccogliere prima un sufficiente
numero di adesioni da parte delle scuole, progettare il corso,
presentarlo e se finanziato: alleluia.

La nostra impressione è che di interessati siate alla fine veramente in
pochi, anzi pochissimi e probabilmente sareste anche in grado di
arrangiarvi benissimo se solo aveste il tempo da dedicare a
quell'attività, perché è la passione che vi anima.

Sarei veramente felice se si potesse smentirmi indicando al mio collega
di Posit che progetta i corsi un elenco di scuole e/o tecnici
interessati, con i quali mettere in piedi questo progetto didattico per
la prossima tornata di finanziamenti.

ciao
Guido Brugnara
===CUT===
Il professionista che dice, con sorpresa quasi rancorosa: " ma non mi
hai mai detto niente del tuo problema " ha senz'altro ragione ma
dimostra di non capire molto del funzionamento della testa della gente
comune (e io mi metto senz'altro dentro quest'ultima categoria di
persone)
Ok adesso FLAME! scherzo, stavo pulendo la tastiera e mi è partito un flame...
:-)
--
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Roberto Resoli
2009-12-12 09:29:25 UTC
Permalink
....
Post by Marco Ciampa
Post by Roberto Resoli
Post by Marco Ciampa
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione e
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
come Diaolin sono perplesso anch'io su questa scelta, ma avrete avuto ottimi
motivi ( uso gentoo da diversi anni, ma lo eviterei come la peste fuori dalla
macchina casalinga )
Faccio una precisazione, altrimenti non si capisce...
Il tecnico che ora ha in mano la scuola _non_ è quello che ha imbastito il
laboratorio. Lui se l'è trovato così com'è e deve farci i conti. Gia al LinuxTrent
aveva esposto il problema (a me di sicuro) e, nel caos dovuto alla manifestazione,
del problema, francamente, me ne ero un po' dimenticato...
Il problema del precariato del personale tecnico e del "turn over" di questo
in costante pellegrinaggio da una scuola all'altra ha portato questo e molti altri
scompensi...
Come sempre la comunicazione è _fondamentale_ ed è per questo che ho scritto
subito dopo la sua allarmata telefonata...
Il caso del Galilei è diverso e, non urgente e risolvibile i diversi modi.
ahhh, avevo fatto un po di confusione Marco, scusa, credevo che i
client Gentoo fossero da voi. Ora ho capito
Post by Marco Ciampa
Passiamo oltre a come si può rimediare.
Io credo che ci sia spazio per molti tipi diversi di intervento.
1) intervento di tipo sistemistico di assistenza
2) interventi di tipo di formazione / aggiornamento
3) intervento "culturale"
Solo il terzo se ne potrebbe / dovrebbe curale il LinuxTrent. I primi due no.
Anch'io la intendo così, qualcosa che aiuti a capire cosa può fare per
integrarsi un'alieno linux che atterra su una rete windows.
Post by Marco Ciampa
Io solo faccio notare che ci sono molti modi di fare interventi di tipo
1) risolvo il problema e me ne vado
2) risolvo il problema insieme con il cliente, individuando chi, fra il personale
del cliente, possiede le capacità e la voglia di apprendere. Meglio se
l'intervento, o parte di esso, lo faccio eseguire direttamente dal personale
del cliente, in modo da essere sicuro di non dovere essere richiamato per lo
stesso identico motivo, anche poco dopo il primo intervento
Credo che non sia il professionista a dover decidere tra i due
approcci, ma chi richiede il suo intervento.
Post by Marco Ciampa
Il secondo approccio, IMHO anche se a prima vista non troppo conveniente
per il professionista, ha il notevole vantaggio che tende a creare una
serie di benefici a catena, non di immediata comprensione ai più.
A maggior ragione credo che sia chi commissiona a dover insistere.
Post by Marco Ciampa
Si
crea infatti un rapporto di fiducia tra cliente e professionista, che
porta il cliente a invogliarlo a richiedere volentieri altri servizi
che alla lunga portano a ripagare delle energie investite (o a
consigliare lo stesso professionista ad altre realtà che porta spesso
allo stesso risultato).
Richiede maturità e consapevolezza, qualità che scarseggiano molto,
soprattutto direi da parte della committenza. Comunque è ciò su cui
nel nostro piccolo abbiamo cercato di puntare da qualche anno, credo
con buoni frutti. É proprio questo tipo di rapporto credo quello più
adatto quando si lavora con sw libero.
Post by Marco Ciampa
Il secondo approccio viene ancora più
apprezzato se, effettuato il lavoro, il professionista ha la presenza di
spirito di informarsi ogni tanto della buona riuscita del lavoro svolto
e della soddisfazione del cliente. Spesso i nuovi lavori nascono proprio
da queste "chiacchierate informali" e sta IMHO nell'intelligenza sociale
del professionista a capire quanto queste "cavolate" pesino in realtà
sul lavoro futuro di esso.
Beh, hai ragione senz'altro, ma ho la sensazione che la chiacchierata
informale nel mondo reale stia sempre più sparendo, per chiacchierare
bisogna che la cosa interessi a tutti e due.
Post by Marco Ciampa
Il professionista che dice, con sorpresa quasi rancorosa: " ma non mi
hai mai detto niente del tuo problema " ha senz'altro ragione ma
dimostra di non capire molto del funzionamento della testa della gente
comune (e io mi metto senz'altro dentro quest'ultima categoria di
persone)
Anche la sensibilità e maturità però dovrebbe essere equamente
spartita, sempre in un mondo ideale . Perchè deve averla solo il
professionista? Magari qualche lamentela in più del cliente giova ad
entrambi.

ciao,
rob
Lorenzo Soardo
2009-12-12 12:18:51 UTC
Permalink
Salve a tutti sono Lorenzo, il tecnico che ha chiesto aiuto a Marco.
Intanto ringrazio Marco per la disponibilità e le dritte/contatti che forse
spero mi permetteranno di risolvere il problema dopo mesi che sbattevo la
testa su file di conf di cui non sono cmq molto esperto.
Volevo ringraziare anche tutti quelli che stanno aprtecipando alla
discussione e chiarire alcune cose.
Tranquillizzatevi perchè non ho intenzione di avvalorare la via di
acquistare le licenze windows, ma piuttosto quella di incaricare un
professionista per fare un lab Ubuntu Server/ubuntu client, io ci ho provato
ma mi sono scontrato, anche per ignoranza personale, con ldap e/o pam. Il
mio Dirigente sembra favorevole a questa soluzione.
Poi spiego come è nata la cosa.
Presumo, e mi pare di averlo visto a Report, che nel mitico nordeuropa,
quando una scuola decide di fare un nuovo lab, esiste una cosa che si chiama
professionalità che passa per tappe più o meno di questo tipo:
1. Analisi dei bisogni
2. Analisi della situazione esistente.
3. Progetto a medio-lungo termine.
4. Studio di fattibilità anche in merito a esistenza personale interno
specializzato e verifica necessità ricorrere a personale esterno.
5. Messa in opera.
6. Collaudo.
7.rilascio documentazione a personale tecnico interno in caso necessità di
manutenzione.

La via all'italiana e, mi dispiace dirlo, il Trentino non si distingue è
invece più o meno questa: il dirigente delega tutto ad un docente
pseudoautonominatosi esperto di informatica (quanti ne conosciamo nelle
scuole!) il quale si innnamora di linux e decide da solo di imporre la sua
scelta a tutti bypassando il collegio docenti con la furbata di acquistare i
pc senza s.o., visto che acquistare le licenze win dopo, costano circa 200
euro a macchina...nel contempo c'è anche qualche intrallazzo/contributo col
BIM delle Sarche, ma questo non ho ancora approfondito...poi incarica l'ALS
della scuola di fare tutto il lavoro. Ora, il tecnico che ha fatto il lavoro
lo conosco bene e assicuro che da un punto di vista professionale è uno dei
più preparati ma...ha un contratto di 18 ore su 8 scuole e 10 Lab!!!!
Allora, dietro al ricatto che è anche precario, cosa fa? Mette su un server
Gentoo+OpenLdap (lo sa già fare e bene) e lato client sperimenta una cosa
che nn ha mai fatto, cioè agganciare e loggarsi come client Linux: ci prova
con Ubuntu non ci riesce al volo , non può documentarsi (ricordo sempre le
18 ore per 10 Lab...) e segue la documentazione di Gentoo, ci riesce, ma nn
può collaudare.
Poi arriva settembre, arriva ilnuovo tecnico (io), con docenti incazzati
perchè dicono che non va niente e vogliono Windows..., Gentoo mi risulta
ingestibile, difficoltà enormi a installare nuovi programmi, i docenti non
si trovano, mi dico la soluzione è Ubuntu, mi ci metto di brutto, ma ahimè
uso molto linux come server samba per client win, recovery, clonazioni, non
ho mai agganciato dei client linux .. sputo sangue sui forum e howto, tutti
incompleti, ce ne fosse uno che ti guida dall'inizio alla fine. Alla fine
mollo i tentativi visto anche il tempo (ricordo ancora i 10 Lab che stanno
diventando 11...) e decido di rivolgermi a un professionista.
Ora il professionista ci farà un preventivo e forse ne usciremo, per questa
volta.
Ottima comunque l'idea di Marco di fare parallelamente un qualcosa tra noi,
io posso fornire il proiettore.
Invece avrei bisogno di parlare penso con Matteo(?) a proposito della
Sodilinux, ottima distro, ma il modo in cui viene somministrata qua a
Cavedine e Vezzano è pessimo, forse potrebbe essere utile parlarne.
Intanto grazie, Lorenzo Soardo - ALS IC Valle dei Laghi.
Post by Roberto Resoli
....
Post by Marco Ciampa
Post by Roberto Resoli
Post by Marco Ciampa
Proviene da un tecnico di una scuola trentina che ci ha visitato al
LinuxDay e che vorrei aiutare e con ciò aiutare anche me...
Passo al problema: la suddetta scuola ha un server ldap in funzione
e
Post by Marco Ciampa
Post by Roberto Resoli
Post by Marco Ciampa
una serie di client, tutti basati su Gentoo. [1]
come Diaolin sono perplesso anch'io su questa scelta, ma avrete avuto
ottimi
Post by Marco Ciampa
Post by Roberto Resoli
motivi ( uso gentoo da diversi anni, ma lo eviterei come la peste
fuori dalla
Post by Marco Ciampa
Post by Roberto Resoli
macchina casalinga )
Faccio una precisazione, altrimenti non si capisce...
Il tecnico che ora ha in mano la scuola _non_ è quello che ha imbastito
il
Post by Marco Ciampa
laboratorio. Lui se l'è trovato così com'è e deve farci i conti. Gia al
LinuxTrent
Post by Marco Ciampa
aveva esposto il problema (a me di sicuro) e, nel caos dovuto alla
manifestazione,
Post by Marco Ciampa
del problema, francamente, me ne ero un po' dimenticato...
Il problema del precariato del personale tecnico e del "turn over" di
questo
Post by Marco Ciampa
in costante pellegrinaggio da una scuola all'altra ha portato questo e
molti altri
Post by Marco Ciampa
scompensi...
Come sempre la comunicazione è _fondamentale_ ed è per questo che ho
scritto
Post by Marco Ciampa
subito dopo la sua allarmata telefonata...
Il caso del Galilei è diverso e, non urgente e risolvibile i diversi
modi.
ahhh, avevo fatto un po di confusione Marco, scusa, credevo che i
client Gentoo fossero da voi. Ora ho capito
Post by Marco Ciampa
Passiamo oltre a come si può rimediare.
Io credo che ci sia spazio per molti tipi diversi di intervento.
1) intervento di tipo sistemistico di assistenza
2) interventi di tipo di formazione / aggiornamento
3) intervento "culturale"
Solo il terzo se ne potrebbe / dovrebbe curale il LinuxTrent. I primi
due no.
Anch'io la intendo così, qualcosa che aiuti a capire cosa può fare per
integrarsi un'alieno linux che atterra su una rete windows.
Post by Marco Ciampa
Io solo faccio notare che ci sono molti modi di fare interventi di tipo
sistemistico per un professionista e sostanzialmente li divido in due
1) risolvo il problema e me ne vado
2) risolvo il problema insieme con il cliente, individuando chi, fra il
personale
Post by Marco Ciampa
del cliente, possiede le capacità e la voglia di apprendere. Meglio se
l'intervento, o parte di esso, lo faccio eseguire direttamente dal
personale
Post by Marco Ciampa
del cliente, in modo da essere sicuro di non dovere essere richiamato
per lo
Post by Marco Ciampa
stesso identico motivo, anche poco dopo il primo intervento
Credo che non sia il professionista a dover decidere tra i due
approcci, ma chi richiede il suo intervento.
Post by Marco Ciampa
Il secondo approccio, IMHO anche se a prima vista non troppo conveniente
per il professionista, ha il notevole vantaggio che tende a creare una
serie di benefici a catena, non di immediata comprensione ai più.
A maggior ragione credo che sia chi commissiona a dover insistere.
Post by Marco Ciampa
Si
crea infatti un rapporto di fiducia tra cliente e professionista, che
porta il cliente a invogliarlo a richiedere volentieri altri servizi
che alla lunga portano a ripagare delle energie investite (o a
consigliare lo stesso professionista ad altre realtà che porta spesso
allo stesso risultato).
Richiede maturità e consapevolezza, qualità che scarseggiano molto,
soprattutto direi da parte della committenza. Comunque è ciò su cui
nel nostro piccolo abbiamo cercato di puntare da qualche anno, credo
con buoni frutti. É proprio questo tipo di rapporto credo quello più
adatto quando si lavora con sw libero.
Post by Marco Ciampa
Il secondo approccio viene ancora più
apprezzato se, effettuato il lavoro, il professionista ha la presenza di
spirito di informarsi ogni tanto della buona riuscita del lavoro svolto
e della soddisfazione del cliente. Spesso i nuovi lavori nascono proprio
da queste "chiacchierate informali" e sta IMHO nell'intelligenza sociale
del professionista a capire quanto queste "cavolate" pesino in realtà
sul lavoro futuro di esso.
Beh, hai ragione senz'altro, ma ho la sensazione che la chiacchierata
informale nel mondo reale stia sempre più sparendo, per chiacchierare
bisogna che la cosa interessi a tutti e due.
Post by Marco Ciampa
Il professionista che dice, con sorpresa quasi rancorosa: " ma non mi
hai mai detto niente del tuo problema " ha senz'altro ragione ma
dimostra di non capire molto del funzionamento della testa della gente
comune (e io mi metto senz'altro dentro quest'ultima categoria di
persone)
Anche la sensibilità e maturità però dovrebbe essere equamente
spartita, sempre in un mondo ideale . Perchè deve averla solo il
professionista? Magari qualche lamentela in più del cliente giova ad
entrambi.
ciao,
rob
--
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Mario Alexandro Santini
2009-12-12 13:16:06 UTC
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Post by Lorenzo Soardo
1. Analisi dei bisogni
2. Analisi della situazione esistente.
3. Progetto a medio-lungo termine.
4. Studio di fattibilità anche in merito a esistenza personale interno
specializzato e verifica necessità ricorrere a personale esterno.
5. Messa in opera.
6. Collaudo.
7.rilascio documentazione a personale tecnico interno in caso necessità di
manutenzione.
Questo trovo interessante ( il punto 7 magari non è completo ).
Non capisco perché non si voglia incomincare ad applicarlo.

Scrivo questo, perché sotto, al termine della storiella di prefazione
paventi una situazione in cui accade di nuovo quello che ha causato
tutti i problemi di cui ti lamenti.

Questa è la logica dell'emergenza, quando si finisce in questa
spirale, le probabilità di trovare una soluzione valida e ragionevole
sono molto scarse.
Questo perché le energie finiscono a rincorrere le emergenze, che
giustamente vanno fronteggiate, ma purtroppo in questo modo non si ha
mai una visibilità corretta sul problema reale e quindi anche la
soluzione sfugge.

A mio avviso occorre impegnarsi per applicare quella scaletta che
proponevi sopra, iniziando a condividere la metodologia con colleghi e
insegnanti e poi anche presidi, in modo che si formi una cultura
comune.
--
Ciao,
Mario
Vesna
2009-12-12 14:35:56 UTC
Permalink
Si vede che Ú brutto tempo e che sono mezza influenzata, sì?

Mi piace tantissimo questa frase di Mario, /la logica dell'emergenza/.
E' un modo adeguatissimo per spiegare in che condizioni si lavora spesso
a scuola e, immagino, in altri ambienti dove vige la legge del precariato.

Se sei un precario, anche se proponi delle soluzioni valide, ma nuove,
rimani comunque un /outsider/ per almeno i primi due-tre mesi del nuovo
incarico nella nuova scuola. Atteggiamento comprensibile da parte della
scuola, anche perché con quello che gira dal punto di vista di
preparazione professionale e spesso anche umana spesso c'Ú da mettersi
le mani nei capelli. E poi ti ritrovi anche tu a dover appena imparare
il /modus operandi/ di un altro posto di lavoro.

Poi cerchi di proporre, di installare, di usare qualcosa di nuovo,
contro i tuoi superiori, contro i tuoi colleghi, anche se la cosa
palesemente funziona, e in un batter d'occhio Ú agosto, e devi andare in
un'altra scuola, un altro incarico. Il tuo successore, in linea di
massima, cancella quello che hai fatto perché non vuole nemmeno provare
ad utilizzare qualcosa di diverso di quel minimo che conosce.

Non sempre Ú così; in alcune scuole mi sono trovata a lavorare con le
persone meravigliose (poche) che volevano imparare e insegnarmi quanto
sapevano loro, anche loro spesso contro tutti.

Il succo del mio discorso Ú: se non ti puoi permettere di fare progetti
a lungo termine, muovi le bricioline in giro. Non che sia inutile, ma Ú
frustrante, a lungo andare, e poi si verificano le situazioni come
quella di Lorenzo.

V.
Questa Ú la logica dell'emergenza, quando si finisce in questa
spirale, le probabilità di trovare una soluzione valida e ragionevole
sono molto scarse.
Questo perché le energie finiscono a rincorrere le emergenze, che
giustamente vanno fronteggiate, ma purtroppo in questo modo non si ha
mai una visibilità corretta sul problema reale e quindi anche la
soluzione sfugge.
A mio avviso occorre impegnarsi per applicare quella scaletta che
proponevi sopra, iniziando a condividere la metodologia con colleghi e
insegnanti e poi anche presidi, in modo che si formi una cultura
comune.
Mario Alexandro Santini
2009-12-12 13:10:37 UTC
Permalink
Post by Roberto Resoli
 Io solo faccio notare che ci sono molti modi di fare interventi di tipo
 1) risolvo il problema e me ne vado
 2) risolvo il problema insieme con il cliente, individuando chi, fra il personale
   del cliente, possiede le capacità e la voglia di apprendere. Meglio se
   l'intervento, o parte di esso, lo faccio eseguire direttamente dal personale
   del cliente, in modo da essere sicuro di non dovere essere richiamato per lo
   stesso identico motivo, anche poco dopo il primo intervento
Credo che non sia il professionista a dover decidere tra i due
approcci, ma chi richiede il suo intervento.
Concordo.
In genere i professionisti fanno quello che il cliente gli chiede.
Certo, magari possono cercare di farlo ragionare, il cliente, ma non è
che si possa pretendere da qualcuno che è stato incaricato di un
compito preciso di svolgerne un altro di propria iniziativa.
--
Ciao,
Mario
m***@public.gmane.org
2009-12-11 13:03:21 UTC
Permalink
HolaIl giorno 10 dicembre 2009 12.42, Marco Ciampa <ciampix-VGgt2q2+T+***@public.gmane.org> ha scritto:
Vi espongo qui un'esigenza molto sentita da diverse scuole che si
...


L'incontro del LinuxTrent serve soprattutto a causa della sua urgenza dato che, se non si fa qualcosa subito, un bel laboratorio Linux si trasformer&agrave; magicamente in Windows e buonanotte.
da noi l'assistente tecnico di laboratorio suggerisce a tutti gli utente di premere velocemente "freccia gi&ugrave;" plurime volte all'avvio del sistema fin quando non compare "Windows XP" e se proprio non &egrave; costretta non dice a nessuno che finch&eacute; non decide di modificare la configurazione del sistema (un paio di righe) bisogna aggiungere "liceo\" al nome utente.che dire? ci sono i problemi tecnici e le resistenze umane...

Assolutamente d'accordo



La morale della favola &egrave; che se si vuole spingere l'adozione del SL in Provincia, bisogna anche essere in grado di far fronte alle emergenze.


Io direi anche che serve anche qualcosa d'altro: qualche simpatico politico e dirigente della nostra simpatica provincia dovrebbe porsi il problema di affrontare insieme alle scuole i problemi che i vari istituti affrontano, che spesso sono analoghi e che, pur con tutto il rispetto per la "biodiversit&agrave;", potrebbero avere soluzioni analoghe, studiate una volta con un solo costo per il contribuente (la situazione attuale &egrave; sostanzialmente "tanti istituti, tanti affanni, tante soluzioni (ciascuna pagate o con denaro contante o con tempo-lavoro del dipendente, quindi con denaro del cittadino, di nuovo). a parte il fatto che agli assistenti di laboratorio informatico non viene di fatto richiesta alcuna conoscenza informatica e insistono a non modificare il mansionario e il profilo
professionale di questa figura, sicch&eacute; se si trova qualcuno di volonteroso (e pure bravo) &egrave; solo questione di fortuna incredibile....

Altrettanto d'accordo, personalmente ritengo che per superare gli anni che ci separano dalla sopluzione di questo problema (il tempo medio per molti tecnici e insegnanti di raggiungere la pensione) &egrave; meglio appaltare a ditte esterne (possibilemente che usino SL) l'assistenza tecnica.
so che qui in lista leggono docenti e tecnici delle scuole trentine. che ne direste di creare un qualcosa di organico e sistematico per mettere insieme le nostre soluzioni e i nostri problemi informatici?

Si molto volentieri possibilmente senza richieste di pedigree in entrata

dico qualcosa che abbia anche una "copertura" istituzionale. se fosse vero come mi &egrave; stato detto che l'assessore dalmaso ha deciso di supportare istituzionalmente la lavagna multimediale open-source e low-cost, ci&ograve; potrebbe essere un motivo in pi&ugrave; per unire le forze... che ne dite?

Confermo, anche se non &egrave; cos&igrave; spostata solo sul SL, ma vedremo di infilarcene il pi&ugrave; possibile, inoltre tra il 14 e il 18 dicembre ci sono 6 conferenze di presentazione di Sodilinux come viatico per la consegna di 5000 DVD a tutti gli allievi degli IC etc etc...
In quaeto moemnto a Genova stanno mettendo in piedi i repository per aggiornare alla 9.10 Sodilinux 6x3 (medie ed elemantari) e 6x2 (superiori e liceo)

salute a tutti

PS Marco il progetto lavagna &egrave; in via di completamento subito dopo le vacanze vengo a trovarti

Ciao Matteo
Giuliano Natali
2009-12-11 15:35:48 UTC
Permalink
Post by marco cassisa
Io direi anche che serve anche qualcosa d'altro: qualche simpatico
politico e dirigente della nostra simpatica provincia dovrebbe porsi il
problema di affrontare insieme alle scuole i problemi che i vari istituti
affrontano, che spesso sono analoghi e che, pur con tutto il rispetto per
la "biodiversit&agrave;", potrebbero avere soluzioni analoghe, studiate
una volta con un solo costo per il contribuente (la situazione attuale
&egrave; sostanzialmente "tanti istituti, tanti affanni, tante soluzioni
(ciascuna pagate o con denaro contante o con tempo-lavoro del dipendente,
quindi con denaro del cittadino, di nuovo). a parte il fatto che agli
assistenti di laboratorio informatico non viene di fatto richiesta alcuna
conoscenza informatica e insistono a non modificare il mansionario e il
profilo professionale di questa figura, sicch&eacute; se si trova qualcuno
di volonteroso (e pure bravo) &egrave; solo questione di fortuna
incredibile....
Partendo da questo presupposto, qualcuno mi spiega come mai alle scuole
medie o elementari i libri vengono scelti scuola per scuola con un aggravio
di spese per gli utenti che è a rid poco paradossale?
Probabilmente l'italiano di prima elementare a Riva è meglio di quello di
Sover, mentre la matematica no....

Non vedo tante differenze con l'informatica...
O quella è un assioma precostituito?

Diaolin
--
a che ve servirài tuti 'sti argàgni
se pò, séo come ragni
presoneri de na tela

el nono del Corado
--
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marco cassisa
2009-12-11 21:12:43 UTC
Permalink
Il giorno 11 dicembre 2009 16.35, Giuliano Natali
Post by Giuliano Natali
Partendo da questo presupposto, qualcuno mi spiega come mai alle scuole
medie o elementari i libri vengono scelti scuola per scuola con un aggravio
di spese per gli utenti che è a rid poco paradossale?
l'aggravio, secondo me, non è poi da strapparsi i capelli, specie se
rapportato con i benefici o se si tiene conto dei vincoli ... E direi
proprio per le stesse ragioni per cui in informatica (e in natura, mi
dicono) è molto desiderabile la biodiversità.
L'approccio alla lingua italiana e alle diverse discipline è vario e
dipende dal fatto che vi sono diversi sensibilità e percorsi di
formazione e preferenze dei docenti, diverse tradizioni eccetera.
Raffaello Sanzio, per dire, era un grande, ma se vi fosse stato solo
il suo approccio e i suoi "manuali" e libri di testo, magari
Michelangelo ce lo saremmo persi. O Bramante...
Il vantaggio di una produzione di massa, come economie di scala, vi
sarebbe senz'altro, ma quanto sarebbe? Oltretutto, se volessimo
utilizzare modelli economici liberisti, il mercato stesso produce in
sovrappiù e stronca ciò che si rivela inadatto.
Sento qui a Riva di gruppi neofascisti che inneggiano al Libro di
Testo Unico (proprio con le maiuscole) e mi vien da pensare a quanto
son vicini a quelli della Trabant e mi viene anche un po' di
tristezza.
Per evitare le soluzioni del fascismo la Costituzione prevede la
libertà di insegnamento, sebbene sia evidente che la norma vada
adeguatamente interpretata e che diversamente dia adito ad abusi
grotteschi.
Post by Giuliano Natali
Probabilmente l'italiano di prima elementare a Riva è meglio di quello di
Sover, mentre la matematica no....
Semplificazione inadeguata...
Post by Giuliano Natali
Non vedo tante differenze con l'informatica...
O quella è un assioma precostituito?
"quella" quale?

Per le nostre questioni mi pare sia un discorso diverso. Anche perché
qui non stiamo parlando di "informatica" in generale (biodiversità
desiderabile in sé) né di situazioni come quelle dell'apprendimento,
nelle quali lo studente deve ripetere ogni volta le fatiche che hanno
compiuto i suoi predecessori (e quindi, al di là delle economie di
scala sui libri di testo, varietà di approcci e percorsi desiderabile
perché tanto la fatica vien ripetuta: speriamo si selezioni
l'approccio migliore).
Nel nostro caso vi è un'amministrazione centrale (più d'una per le
scuole a carattere statale) e numerose "amministrazioni" locali, che
grazie all'autonomia, si comportano in modo relativamente indipendente
le une dalle altre.
Questa situazione, di per sé non indesiderabile, è inefficiente nel
momento in cui, poniamo, tot amministrazioni locali si rivolgono,
ciascuna, ad un legale, per avere consulenza sul trattamento dei dati,
ad un esperto di sicurezza per avere una consulenza sugli adempimenti
in tema di sicurezza, ad una ditta informatica per avere consulenza su
una serie di determinati problemi informatici, per risolvere questioni
*molto* simili. E questo significa anche che tutte le amministrazioni
perdono tempo a valutare offerte commerciali, ad affidare incarichi, a
pagare, a far scartoffie ecc. Qui l'uso oculato del denaro pubblico
dovrebbe indurre l'amministrazione centrale ad individuare le
situazioni nelle quali un approccio unificato sia desiderabile in
quanto efficiente.
E lo può fare la PAT; forse possono sopperire le reti di scuole (ma
non so quanto bene). Secondo me alcune questioni informatiche
scolastiche son proprio di questo tipo (per esempio la questione che
dà il nome al thread: i client linux).
Oibò è venuta lunga, vabbè. Poteva andar peggio, pensa che avevo anche
elaborato un pensamento su una "banca dell'innovazione nelle Pubbliche
Amministrazioni" per far in modo che facesse il mercato quello che non
fa l'amministrazione centrale: se tiravo fuori quella, veniva lunga
sì, altroché.

ciao
marco

prediche corte, luganeghe longhe
g***@public.gmane.org
2009-12-12 05:49:37 UTC
Permalink
===CUT===
L'approccio alla lingua italiana e alle diverse discipline è vario e
dipende dal fatto che vi sono diversi sensibilità e percorsi di
formazione e preferenze dei docenti, diverse tradizioni eccetera.
Raffaello Sanzio, per dire, era un grande, ma se vi fosse stato solo
il suo approccio e i suoi "manuali" e libri di testo, magari
Michelangelo ce lo saremmo persi. O Bramante...
Conservo ancora gelosamente un libricino artigianale scritto a mano
(intendo di pugno) con il disegno di un drago come copertina. Ricordo
anche che quel professore era molto capace nel comunicare agli studenti.

Per averlo quel libricino pagavi allora il costo della copisteria per
stamparne una copia. Oggi con Internet potrebbe essere consultato
direttamente in rete o se proprio serve stampato localmente dalla
scuola, così come ho visto fare in alcune scuole italiane documentate da
un reportage di Report (quello della giornalista Gabbanelli)

Testo:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1086753,00.html
Video:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-284bb866-41ea-4c42-b6e5-17888d9583d6.html?p=0

Se i docenti rivendicano giustamente la libertà di organizzare le
proprie lezioni, perché allora questa libertà non se la prendono tutta,
ma proprio tutta, come hanno fatto in quelle scuole e non cominciano ad
utilizzare il proprio materiale didattico?
Un libro di testo, una serie di dispense, magari inserite ed arrangiate
su Wikipedia da uno, due o più docenti che tra loro si completano, si
correggono ... si migliorano.

A me sembra lo stesso processo che ha portato alla nascita del Software
Libero :-)

Un processo virtuoso qualcuno lo deve pur cominciare. Invocarlo
chiedendo che siano gli altri ad innestarlo non serve a nulla.

Qualcuno obbietterà che richiede del lavoro. Sì, certo; ma il lavoro non
è solo denaro ma anche soddisfazione, orgoglio di far parte di questo
mondo. Un docente tutto sommato uno stipendio costante tutto l'anno lo
percepisce.
Perchè allora i docenti da soli, in gruppo, con le loro organizzazioni
sindacali non rivendicano, anzi meglio, perché non propongono un
"baratto" utile a tutta la nostra società che da una parte preveda che
il docente volenteroso produca del materiale didattico in proprio con
licenza Creative Common con l'obbligo di pubblicazione su Internet, per
la quale ottenga un incentivo economico nel momento in cui con quel
materiale fa risparmiare l'acquisto di un libro di testo?

Sto seguendo gli studi delle mie figlie ed ho constatato che gli
insegnati non seguono la traccia del libro ma divagano abbondantemente e
procurano ai ragazzi una montagna di fotocopie.
Il libro assume solo il ruolo di zavorra nello zaino.
Del libro vedo che sfruttano più gli esercizi che i testi con le
spiegazioni e spesso sono "costretto :-)" con lei a ricavare delle buone
spiegazioni dei teoremi su Internet, che trovo ben documentati in
Wikipedia ed altre fonti libere.

Professori e maestri di questo bel mondo; date anche voi il buon esempio
e contagiate un po' alla volta tutti i vostri colleghi ;-)

bye
Gdo
--
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Giuliano Natali
2009-12-12 10:04:17 UTC
Permalink
Post by g***@public.gmane.org
Professori e maestri di questo bel mondo; date anche voi il buon esempio
e contagiate un po' alla volta tutti i vostri colleghi ;-)
Grazie Guido, hai chiarito esattamente il mio messaggio.

Diaolin
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Giuliano Natali
2009-12-12 10:02:56 UTC
Permalink
Post by marco cassisa
E lo può fare la PAT; forse possono sopperire le reti di scuole (ma
non so quanto bene). Secondo me alcune questioni informatiche
scolastiche son proprio di questo tipo (per esempio la questione che
dà il nome al thread: i client linux).
prediche corte, luganeghe longhe
Io sono d-accordo su tutta la linea che hai prospettato, il mio voleva essere
un semplice input per rompere le uova nel paniere.

Difatti si sono rotte.

La questione era: ma ai docenti/tecnici/insegnanti interessa questa cosa?

Diaolin
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m***@public.gmane.org
2009-12-12 10:57:27 UTC
Permalink
Post by Giuliano Natali
La questione era: ma ai docenti/tecnici/insegnanti interessa questa cosa?
Vorrei provare a dare una risposta... secondo la mia visione e la mia
opinione.

Non vorrei insistere su una iniziativa che vi ho già presentato
varie volte ma dal 14 al 18 dicembre presoo 6 IC dell'altogarda vi saranno 6
conferenze di presentazione di sodilinux..... etc etc

Questa iniziativa è
partita circa una anno e mezzo fa ed ora ha prodotto 5000 DVD che verrano
distribuiti in tutte le scuole, i tempi le modalità et etc sono state decise
dalla Rete Multimedia Altogarda e si spera che porti ad un utilizzo di Linux
più massicccio.

Certo in questo anno passato io e Luca (Travaglini) che
insieme agli Gnucchi abbiamo portato vanti l'iniziativa abbiamo trovato
resistenze, ma anche collaborazioni: lo scorso anno sono stati già distribuiti
dei DVD agli alunni di Bezzecca presentando sodilinux in una assemblea con
genitori, alla fine di agosto abbiamo fatto un serata a Vezzano e all'inizio di
novembre in biblioteca a Cavedine per le scuole medie di vezzano Cavedine.

A
partire da Gennaio la distribuzione dovrebbe avvenire in modo esteso tutti i
bambini dalla 3 elementare alla 3 media.

All'inizio di questa iniziativa
avevo chiesto a Giuliano dove masterizzare i DVD e devo dire che mi sono
trovato molto bene, nostante la lontanaza, e so che alla Coop Senza Barriere
sono tsati richiesti altri preventivi, ad un collaboratore di Guido avevo
passato telefono e date degli appuntamenti della commissione Multimedia, so che
la Posit ha allestito un corso con Edubuntu, mi sembrava imporatnte che si
proponessero (e credo che a distribuzione in corso sia ancora importante
proprorsi).

Mi risulta difficile pensare alla maggioranza del corpo insegnanti
che si propone per installare/usare/imparare Linux, molti dei miei colleghi
faticano a scaricare la mail, altro che linux.

Ed è anche vero che ci sono
esperienze fortemente negative: la tecnico del liceo di Riva 4 anni fa aveva un
server ubuntu distribuito con Freenx allestito da Mauro, gli avevamo
fotocopiato anche i manuali di debian, ma appena ho finito il tirocinio SSIS
(così avevo tempo e modo di allestire l'aula info per usare linux Labplot e
openoffice) la tecnico ha piallato e rimesso il suo amato win (come ha già
scritto Marco Cassisa ). Poi al liceo di riva è arrivato Marco Cassisa e la
lotta è ricominciata...

Insomma mi sembra che all'interno della scuola ci
siano le "quinte colonne" linuxiane: Marco (Liceo Riva), Luca (ic dro), Ciampix
(Liceo Galilei), Francesco (Garda Scuola), Paolo (IC Arco), Il fatasmagorico
Maestro Attilio e la moglie Rosetta (20 eeepc con a bordo ubuntu in seconda
elementare a Terlago o vezzano), le elementari di cognola, la scuola materna
di Villamontagna (?), io (DonMilani Depero, con Renata Zanotelli),
SODILINUX.....

Certo non è ancora un coinvolgimento dei presidi dei direttori
o dei dirigenti in massa, ma non è nemmeno disinteresse. La stessa assesore ha
avuto mkodo di ascoltare ed interessarsi di Software Libero in occasione
dell'incontro che ha prodotto il progetto sulla sperimentazione Wii, poi si
vedrà...

Con questo volgio dire che è un po' difficile capire se agli
insegnanti/scuole linux interessa o no. Un po' sì ma anche noi doibbiamo darci
molto da fare...

Mi sembra che al momento ai linuxiani esterni alla scuola
che vorrebbero in qualche modo proporsi come consulenti/tecnici/formatori etc
etc in questo momento sia richiesto uno sforzo ulteriore di proposta che
dovrebbe confrontarsi con le esigenze della scuola e della didattica (bella la
lentissima esperienza di modulinux vedremo che frutti darà ;-)

se dei 5000
DVD in giro ne verrano usati solo 1000 questo vuole dire che saranno coinvolte
circa 40 classi e se le aziende di formatori linuxiani trentini saranno lì con
le loro proposte (ma come avevo suggerito al telefono bisonga investire in
porta a porta) forse nei prossimi anni qualche corso di linux in più si farà,
qualche giovane sarà cresciuto e avremo più utilizzatori, qualche insegnate in
più lo utilizzerà etc etc...

Al momento so che lunedì cominciamo le conferenze
e per problemi di sincronizzazione tra videoproiettore e boot della live con
Luca si pensava di usare una virtual machine, non l'abbiamo mai installata
domani pomeriggio ci proviamo

Ciao Matteo
Post by Giuliano Natali
Diaolin
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a che
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Vesna
2009-12-12 14:17:42 UTC
Permalink
Non vorrei generalizzare, ma, statisticamente parlando (così mi paro le
spalle), la maggioranza dei docenti con cui ho lavorato (sono una
subumana non-docente) si sente addirittura luddisticamente orgogliosa
di non usare il computer tout court, altro che utilizzare addirittura la
posta elettronica.

Chiedere a questa tipologia di persone quale SO utilizzare sarebbe come
chiedere quali lenti utilizzare a uno cieco (tra l'altro edipico).

Per quanto riguarda i libri di testo, al Galilei stanno facendo un bel
lavoro utilizzando wiki; non mi risulta però siano coinvolte masse
oceaniche di docenti.

E comunque, sempre parlando della mia esperienza, il lavoro di un
insegnante Ú INSEGNARE e non consegnare montagne di fotocopie ai
ragazzi. Il libro di testo, o quant'altro di equivalente, dovrebbe
essere un riferimento da utilizzare al di fuori delle lezioni. Se no,
finiremo ad avere milioni di bambini incapaci di leggere, scrivere,
disegnare, decostruire e ricostruire, creare, ma capacissimi di mettere
le crocette e di giocare con i pupazzetti preconfezionati.

V.
Post by m***@public.gmane.org
Post by Giuliano Natali
La questione era: ma ai docenti/tecnici/insegnanti interessa questa cosa?
Mi risulta difficile pensare alla maggioranza del corpo insegnanti
che si propone per installare/usare/imparare Linux, molti dei miei colleghi
faticano a scaricare la mail, altro che linux.
m***@public.gmane.org
2009-12-12 15:34:18 UTC
Permalink
Ottima comunque l'idea di Marco di fare parallelamente un qualcosa tra noi, io posso fornire il proiettore.Invece avrei bisogno di parlare penso con Matteo(?) a proposito della Sodilinux, ottima distro, ma il modo in cui viene somministrata qua a Cavedine e Vezzano &egrave; pessimo, forse potrebbe essere utile parlarne.
Eccomi
Se hai tempo(?) possiamo anche vederci luned&igrave; sera all'ic di Arco, else venerd&igrave; a Pieve di Ledro, oppure fammi sapere ma temo che apasseremo a Gennaio.

ciao Matteo
PS in copia mando mail a Luca Tecnico informatico all'IC Dro

Intanto grazie, Lorenzo Soardo - ALS IC Valle dei Laghi.
Il professionista che dice, con sorpresa quasi rancorosa: " ma non mi > hai mai detto niente del tuo problema " ha senz'altro ragione ma > dimostra di non capire molto del funzionamento della testa della gente > comune (e io mi metto senz'altro dentro quest'ultima categoria di > persone)
Anche la sensibilit&agrave; e maturit&agrave; per&ograve; dovrebbe essere equamente spartita, sempre in un mondo ideale . Perch&egrave; deve averla solo il professionista? Magari qualche lamentela in pi&ugrave; del cliente giova ad entrambi. ciao, rob

-- Per iscriversi (o disiscriversi), basta spedire un messaggio con OGGETTO "subscribe" (o "unsubscribe") a mailto:linuxtrent-request-***@public.gmane.org
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